Masseria Puglia ostuni hotel agriturismo - Viaggi e vacanze

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sabato 28 settembre 2013

Annata di qualita per il vino

Pubblicato da Masseria Cappuccini

La ricetta vincente" Etate torrida e inverno piovoso"
Se l'Italia, ha superato la francia con una produzione di vino stimata attorno ai 44 milioni di ettolitri, rispetto ai 41.9 milioni de paese d'Oltralpe, il merito è anche della viticultura della puglia che controbuisce ai record nazionale del 2013 con il 10.5 %della produzione. Questa è la stima fatta da Assoenologi, che spiega  il miracoloso effetto delel abbondanti pioggie invernali e primaverili/estive, nonche il caldo di luglio e agosto. Il tempo hafavorito i processi di accumulo in tuttaItalia, evidenzia il centro studi del'assocciazione nazionale dei tecnici vitivinicoli. Se inoltre completera questa fase climatica favorevole, il top italiano (a livello statistico sara confermato) Il trend    positivo di AssoEnologi(+ 8% della rendita del vino italiano rispetto  al 2012) viene confermato da Coldiretti Puglia che sottiliena l'impennata vitivinicola che fa registrare un +15% rispetto alla vendemmia precendente. Questi numeri  riassuntivi della nuova stagione del vino sono numeri molto significati che danno il senso della pruduzione.
la qualita piu ambita è frutto della vite tarantina stando ad Assoenologi, è il primitivo, esempio della grande qualità manduriana. Alle sue spalle c'è il negroamaro, in crescita sul versante orientale della provincia. per quanto concerne il mercato , le bottiglie garantiscono la maggiore guadagno(con un mercato crescente all'estero sottilinea coldiretti Taranto) rispetto alle produzioni sfuse. I prezzi son invariati rispetto al 2012, con qualche picco per le produzioni di nicchia come Alberobello e la valle d'itria. Sebbene rispetto agli anni ottanta la superfice vitata si è ridotta del 50% a cuasa delel stringenti norme europee votate alal qualità , il vino pugliese piace e produce ricchezza.

lunedì 2 aprile 2012

Vino ed olio extravergine, gli italiani scelgono la qualità e la sicurezza

Pubblicato da Masseria Cappuccini

Olio extravergine d'oliva italiano promosso dai consumatori che lo interpretano come una garanzia di qualità e quindi di sicurezza alimentare. I fan dell'olio d'oliva made in Italy sono soprattutto uomini, adulti e residenti al nord. Per loro non c'è globalizzazione che tenga: quando si parla della buona tavola è lui il prodotto simbolo sul quale puntare e da valorizzare per il 58% degli intervistati nell'ambito del secondo rapporto su "Italiani, agricoltura e sicurezza alimentare" realizzato da Ipr Marketing per la fondazione Univerde.

Promosso sì, ma a patto che sia davvero italiano. E per il 96% degli intervistati, per essere considerato tale, l'olio deve essere prodotto da olive italiane e imbottigliato in Italia, mentre quando il prodotto risulta solo imbottigliato nel nostro Paese non garantisce la qualità dell'agricoltura nostrana (per il 92%). Un fronte comune a difesa del prodotto di qualità che si mostra preparato anche in tema di certificazioni (il 71% è a conoscenza della denominazione Dop per l'olio) e si dichiara disposto a pagare di più pur di avere la certezza di acquistare olio proveniente da oliveti italiani (79%). E anche in quest'ultimo caso si tratta soprattutto di uomini (85%) che donne (73%) e over 54 (84%)

L'olio extravergine italiano si guadagna il massimo dei voti: il 75%, infatti, lo definisce "ottimo". I più entusiasti si rivelano gli uomini (81%) rispetto alle donne (68%), tra i 18 e i 43 anni (61%) e residenti al nord (80%). Un vero e proprio tesoro del paniere agroalimentare italiano che merita la massima tutela: secondo l'82% degi intervistati le autorità pubbliche dovrebbero fare di più per proteggere al qualità del prodotto.
Amano il vino, ma non ne abusano, lo scelgono rigorosamente italiano e possibilmente Doc. Il vino italiano è preferito dalla quasi totalità del campione: il 96% sceglie quello nostrano quando ne acquista, mentre un 10% preferisce i francesi. Un terzo degli intervistati acquista poi solo vino Doc (34%), soprattutto gli over 54 (46%) e i residenti al nord (44%). Il 45% si limita a guardare il produttore e acquista il vino anche se non e' Doc. Il vino è sinonimo di cultura per il 43% degli intervistati, soprattutto donne (50%) e residenti al sud (55%), e di allegria per il 37%, soprattutto uomini (40%), giovani (40%) e residenti al nord (44%).
Solo il 10%, invece, lo associa alla dipendenza, il 9% agli incidenti stradali e il 3% alla solitudine. E in effetti, gli italiani collegano l'abuso di alcol in Italia soprattutto al consumo di superalcolici (80%), anche se la nota dolente è che la percezione sia quella di un fenomeno in aumento tra i giovani per l'80% degli intervistati. Il 38% degli intervistati beve vino, anche se non tutti i giorni, a fronte di un 23% che non ne consuma. A berlo abitualmente sono soprattutto uomini (21%) e over 54 (25%); le donne (26%) e i giovani (29%) sono principalmente consumatori occasionali, mentre i non bevitori sono 18-34enni (36%).

domenica 12 giugno 2011

18 GIUGNO 2011 PRIMA FESTA NAZIONALE DI SLOW FOOD

Pubblicato da Masseria Cappuccini

Il 18 giugno 2011 si celebrerà in 300 piazze italiane la prima festa nazionale di Slow Food. Si tratta di un'occasione per rendere concreto e tangibile il significato di essere co-produttori, ovvero della solida alleanza tra chi produce il cibo e chi lo consuma.
Slow Food intende celebrare questa giornata in ciascuna delle sue 400 Condotte d’Italia, con una serie di attività che vogliono mettere in luce ciò che fa l’associazione, per cercare di realizzare le proprie idee e la propria filosofia.
Attraverso le Condotte infatti, Slow Food agisce quotidianamente sul territorio grazie all’impegno volontario di soci che, instancabilmente, si prodigano per costruire una rete di rapporti tra produttori di cibo “buono, pulito e giusto” e consumatori, anzi “co-produttori”, consapevoli delle proprie scelte di consumo.
La Condotta Slow Food Alberobello e Valle d’Itria, ha scelto per il 18 giugno 2011 di festeggiare in uno dei suoi comuni che si è particolarmente distinto, per sensibilità di amministratori e cittadini, verso i temi riguardanti il valore del cibo come centro di relazioni foriere di sviluppo concreto, sia in termini economici che culturali: il Comune di Noci. Indiscussa e ben nota è oramai la sua vocazione verso la promozione e realizzazione di iniziative di ogni sorta che ne hanno decretato la definizione di Città dell’Enogastronomia. Noci si è spinta oltre: è il primo dei comuni di Puglia che ha attivato, finanziandolo integralmente, il progetto ORTO IN CONDOTTA, progetto fondamentale su cui Slow Food punta la maggior parte della sua politica educativa, proprio perché a favore delle nuove generazioni.
Il nostro programma di attività per la giornata del 18 giugno, si svolgerà nel Chiostro di Santa Chiara, recentemente restaurato e riportato al suo antico splendore. Sito in Via Porta Putignano, nel complesso dell’ex palazzo municipale, nel Centro storico di Noci, rappresenta un luogo di elezione, perché storicamente centro della vita sociale e culturale cittadina.

Ecco il programma della giornata:

Programma
Ore 10.00 – ORTO IN CONDOTTA
Laboratorio di educazione sensoriale per i bambini

Ore 12.00 – L’APERITIVO E’ “CONTADINO”

Con i prodotti dei soci produttori delle Comunità del Cibo e dei Presidi Slow Food del territorio. Contributo libero.
Ore 15.00 – OBIETTIVO SLOW
Presentazione della Mostra fotografica sui temi cari a Slow Food, in occasione del 25° compleanno dell’Associazione.
Premiazione della foto vincente il Concorso fotografico “OBIETTIVO SLOW”, il cui regolamento è in allegato.
Ore 18.30 – TRA CAPO E COLLO
Laboratorio di degustazione sensoriale dedicato al Capocollo di Martina Franca, Presidio Slow Food
Ore 21.00
In Piazza Plebiscito – VIVA VIVA LE NONNETTE CHE SAN FARE LE ORECCHIETTE!
Sfida all’ultima orecchietta, nella preparazione del la tradizionale pasta fresca pugliese nel minor tempo possibile.
La cortese signora che avrà preparato più orecchiette in un tempo stabilito, sarà premiata con un pacco dono di prodotti offerti dai nostri soci produttori.
Il regolamento della gara sarà reso pubblico il 1 giugno.
Per tutta la giornata saranno presenti nel Chiostro di Santa Chiara, piccoli stand espositivi dei soci produttori delle Comunità del Cibo e dei Presidi Slow Food del territorio.
Vogliano “incontrare quanta più gente possibile, per farci conoscere da chi non ci conosce, per raccontarci meglio a chi sa ancora poco di noi, per spiegare cosa facciamo a chi non l’ha capito a fondo, per coinvolgere nei nostri progetti tutti quelli che avranno voglia di unirsi a noi.
… perché ognuno di noi può fare qualcosa "per lasciare il mondo un po' migliore di come l'abbiamo trovato".

giovedì 14 aprile 2011

Il vino : i consumi calano

Pubblicato da Masseria Cappuccini

L’Italia del vino produce troppo, comunica troppo poco sul mercato interno e non sa fare sistema né dentro né fuori i confini nazionali: in sintesi, è quanto emerge, in data 28 febbraio 2011, dal dibattito sul calo dei consumi interni, proposto da Vinitaly, il più importante Salone internazionale dedicato al vino.
Diminuiscono i consumi interni perché il comparto manca di strategie condivise e non sa fare cultura e comunicazione. Ne sono convinti Lucio Mastroberardino, presidente Uiv (Unione Italiana Vini), il direttore commerciale di Cantine Riunite Nino Visco, il giornalista Marco Gatti, il presidente di Ais (Associazione Italiana Sommelier) Antonello Maietta e il creativo Riccardo Facci della Facci&Pollini.
Sono tre le domandi sulle quali si basa il confronto:
• Può il Paese primo produttore vivere di solo export, con i rischi rappresentati dalle fluttuazioni monetarie e dalle agguerrite politiche di marketing e distribuzione dei competitori dei cosiddetti Nuovi Mondi?
• Il gap del mercato italiano è di natura economica, culturale o è un problema di comunicazione?
• perché al contrario il trend dell'export è in crescita?
Varie le motivazioni che limiterebbe il mercato interno: secondo Marco Gatti, « invece di promuovere la conoscenza e la cultura del bere consapevole, da tempo il vino è oggetto di un’ingiusta demonizzazione»; è d’accordo Nino Visco, che, pur non trovando del tutto negativo il principio per cui “si beve meno ma si beve meglio”, riconosce come un problema l’inasprimento della disciplina in materia di guida, che ha portato i consumi fuori casa a meno del 20% del totale. Per Riccardo Facci c’è anche una «difficoltà di comunicare il prodotto vino e quindi alcool che ha impedito un sereno sostegno da parte delle istituzioni, spesso divise tra la necessità di sensibilizzare sul tema della sicurezza alla guida e la promozione dei prodotti italiani a base alcolica». Facci va oltre nell’analisi e afferma: «le imprese italiane sono restie a fare sistema e non sono riuscite a comunicare il loro prestigio in modo moderno, strutturato e coordinato come invece fanno i cugini francesi. Loro sono un ottimo esempio di come si può sommare un robusto sostegno da parte delle istituzioni a una talentuosa cultura del comunicare». Parole di chi vede il mondo del vino dal di fuori, ma che sembrano dare ragione a Mastroberardino, che questo mondo lo conosce dall’interno, quando dice che “il problema della comunicazione riguarda la mancanza di politiche unitarie della filiera”. E, a chiusura della discussione, al Vinitaly, verrà presentata una specifica ricerca di mercato, commissionata per capire il fenomeno e le strategie possibili da adottare.

mercoledì 12 gennaio 2011

friselle,vacanze gastronomiche in puglia

Pubblicato da Masseria Cappuccini

Friselle,specialità gastronomia da provare durante le vacanze in puglia

Materia prima: farina di orzo o di grano duro integrale, lievito, sale.
Materia prima: farina di orzo o di grano duro integrale, lievito, sale.

Tecnologia di lavorazione: l’impastamento avviene a più riprese, si inizia con una parte di farina alla quale si aggiunge il lievito acido sciolto in acqua calda. Si lavora e si fa lievitare per almeno due ore. Trascorso tale tempo si rilavora la pasta, aggiungendovi il resto degli ingredienti. Si lavora ancora fino ad ottenere un elaborato liscio ed elastico. Si fa rilievitare ancora per circa due ore e mezzo. Poi si modella la pasta in tanti filoncini lunghi e arrotondati che vengono uniti alle due estremità, come a formare due grandi taralli. Vengono infornati possibilmente in un forno tradizionale a legna. Dopo circa un’ora di cottura si tolgono dal fuoco e si lasciano appena intiepidire. A questo punto ancora caldi, si tagliano, servendosi di un grosso spago che va fatto penetrare nella mollica, la quale si “arriccia”, cioè si apre lasciando la superficie ondulata. Si rimettono al forno per completare la cottura che va fatta a fuoco molto basso. Quando sono cotte assumono un colore dorato ed una consistenza asciutta: battute sul tavolo devono suonare e questo è il segnale dell’avvenuta cottura. Se riposte in scatole di latta o di vetro durano a lungo. Per questo, quando vengono preparate, se ne fanno grosse quantità.

Area di produzione: tutta la Puglia. Si segnalano quelle di Ostuni e di Martina Franca.

Note: le friselle o frese, in lingua italiana, diventano frisedde nel barese, freselle nel foggiano, frisedde nel salento, conini leccesi nel leccese. Di colore giallo bruno quando di grano duro, diventano nero violaceo quando d’orzo. Oggi sono abbastanza diffuse e conosciute anche in altre regioni ma un tempo erano tipiche del sud, specialmente dei luoghi dove più forte era l’influenza orientale. Le più caratteristiche sono quelle ancora fatte con farina di orzo o di grano duro integrale. In passato invece si adoperava la farina di farro. L’origine del nome rimanda al latino fresus, participio passato di frendere che significa tritare, schiacciare. Se il pane è alimento principale di gran parte dell’umanità, nel Mezzogiorno d’Italia lo è in modo particolare, come testimonia la cultura folclorica – comune a tutto il Mediterraneo – ricca di ricorrenze e rituali di grande suggestione incentrati, in gran parte, sulla semina, la mietitura, la trebbiatura e la panificazione.

A pensarci bene fa molto escursione scolastica: da bambini era il massimo,


nel bel mezzo di una spiegazione, di fronte a un capolavoro in vetrina al museo o a un cespuglio dell'orto botanico, tirare fuori il panino dalla carta alluminio e addentarlo avidamente accompagnato da una bottiglietta di aranciata.
Oppure, potremmo metterla in maniera diversa e molto più chic. Siete stufi delle solite pause pranzo in città, siete stanchi di ritrovare sempre le stesse persone nel baretto dove avete l'abitudine di consumare un pasto veloce e frugale? Benissimo: provate ad addentare l'arte! In che senso?
Una proposta che viene dall'Associazione Culturale Città Nascosta, attiva nelle sedi di Roma, Firenze e Milano, è quella di dedicare la pausa pranzo alla scoperta dell'arte e della cultura senza rinunciare al cibo. E' così che a Milano, a partire dal 18 gennaio, verranno proposti una serie di itinerari alla scoperta, ogni volta, di uno dei tanti capolavori della città. Una degustazione di arte e storia inaspettata soprattutto se accompagnata dai panini-capolavoro di Panino Giusto, storico locale dedicato al Panino in centro a Milano, a due passi da Piazza Duomo. L'iniziativa si chiama “La cultura si mangia. Un panino con...” e gli ingredienti aggiunti al panino in questione sono: Lucio Fontana, Sironi, Caravaggio, Botticelli e molti altri...
La Pausa Panino Artistica comincia il 18 gennaio alle ore 13.15 con un'opera di Lucio Fontana da prendere a morsi nel nuovissimo Museo Del Novecento all'Arengario.

Giovedì 27 dicembre è la volta della Cappella Portinari. Il nome vi suggerisce qualcosa di importante vero? Si trova all'interno della Basilica di Sant'Eustorgio e si tratta di uno degli esempi meglio conservati di Rinascimento Lombardo dell'epoca di Francesco Sforza. Tra il 1464 e il 1468 Vincenzo Foppa decorò la Cappella. L'appuntamento per questa Pausa pranzo è alle 13.15 in Piazza Sant' Eustorgio.

In realtà l'opera che lo ha reso noto mal si adatta ad una Pausa Pranzo tuttavia merita un assaggio il grande Piero Manzoni, pronipote del grande scrittore lombardo, artista famoso a livello internazionale per i suoi Achrome e soprattutto per le celeberrime e scandalose “merde d'artista”. L'appuntamento con Manzoni è il 1 Febbraio, alle ore 13.15, in Piazza Duomo di fronte all'ingresso dell'Arengario.

L'ingrediente Giusto di giovedì 17 febbraio è Sandro Botticelli al Museo Poldi Pezzoli. Un intermezzo raffinato e leggiadro come le opere del grande artista toscano in una mostra che riunisce, eccezionalmente, tutte le opere presenti nelle collezioni lombarde. L'appuntamento è in Via Manzoni alle ore 13.15.

Martedì 22 febbraio è la volta di Mario Sironi alla Fondazione Boschi-di Stefano. Esponente di spicco dell'arte italiana del Novecento, Sironi accompagnerà il nostro break con i suoi paesaggi urbani e le figure monumentali.
Si continua giovedì 3 marzo con il mirabile ciclo di affreschi di Bernardino Luini per la chiesa di San Maurizio.Una piacevole sosta in un’oasi di bellezza, mirabile sintesi tra arte e spiritualità.
Appuntamento ore 13.15 in corso Magenta 13 all’ingresso della chiesa.

Quali colori e forme visti durante il suo apprendistato milanese resteranno nelle sue opere della maturità? Cosa il giovane Caravaggio porterà con sé? Cosa lascerà in Lombardia? Lo scopriremo al Museo Diocesano dove, grazie a una mostra dedicata al Michelangelo lombardo, vi guidiamo alle radici della formazione di un artista che ha marcato a fuoco la storia della pittura.

Appuntamento giovedì 17 marzo alle ore 13.15 in corso di Porta Ticinese 95, all’ingresso del museo.
Infine, mercoledì 20 aprile, la pausa pranzo sarà accompagnata dalle diafane ed esili figure di Adolf Wildt. Sculture cariche di riferimenti alla Secessione e all'Art Nouveau caratterizzate da complessi simbolismi. L'appuntamento è all'ingresso del Cimitero Monumentale alle ore 13.15.
I posti sono limitati e per partecipare è necessario iscriversi all'Associazione e prenotare sei giorni prima dalla data prescelta. Il costo di ogni singola visita La cultura si mangia. Un panino con... è di 15 euro. Il costo comprende la visita guidata, un panino e una bottiglietta d'acqua. Sono esclusi dall'offerta gli ingressi ai musei là dove specificati. La visita guidata del 13 gennaio alla sala di Lucio Fontana nel nuovo Museo del Novecento costa 10 €. I panini sono preparati da Panino Giusto, nota azienda milanese attiva dal 1979.

mercoledì 1 dicembre 2010

Orecchiette e Cima di Rapa alla pugliese da gustare in un agriturismo

Pubblicato da Masseria Cappuccini

Volete una ricetta veloce da gustare....  ve la consigliamo qui sotto.
ricordare che per gustarene la vera fragaranza convien mangiare il piatto in un vero agriturismo della puglia dove i sapori rispecchiamo la terra che li produce.. la Puglia

Orecchiette e cima di rapa

Ingredienti

600 gr di orecchiette 
600 gr di cime di rapa 
2 spicchi d'aglio schiacciati 
un bicchiere d'olio 
sei filetti di acciughe tritati 
parmigiano grattugiato a piacere 
sale e pepe q. b.

lavare le cime di rape, lessarle e conservare l'acqua di cottura. In una padella soffriggere l'aglio con l'olio, quando questo imbiondirà toglierlo e aggiungere le acciughe. Unire le cime di rapa e cuocere per 5 minuti. Intanto portare ad ebollizione l'acqua di cottura delle cime di rapa e cuocervi le orecchiette. Scolarle al dente e condirle con il sugo ottenuto precedentemente. Servire caldo con il parmigiano.

vino rosso novello, servire a temperatura di cantina.

La Dieta Mediterranea è entrata nel patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. L’ok è arrivato pochi minuti fa da parte del comitato intergovernativo dell’Unesco riunito a Nairobi. Lo ha confermato all’ANSA da Nairobi, Pier Luigi Petrillo, responsabile della delegazione del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali che ha aggiunto che la «Dieta Mediterranea è stata approvata all’unanimità».

Contestualmente, analogo voto è stato espresso per la Gastronomia Francese, candidatura avanzata ovviamente da parigi. Insomma i due grandi modelli europei diventano espressione di qualcosa che appertiene a tutto il mondo.
Si tratta comunque di una risultato atteso con gli altri Paesi del mediterraneo proponenti, e cioè Grecia, Spagna e Marocco. In corsa per entrare nella lista c’è anche la gastronomia francese: le due candidature non sono alternative e potrebbe essere la giornata della consacrazione del buon vivere a tavola.
Oggi la dieta mediterranea è diventata un po’ come quelle regole che tutti dicono di osservare e rispettare ma che nessuno segue veramente. Non potrebbe essere altrimenti, visto che si tratta di un regime alimentare povero dei contadini dell’entroterra meridionale e della Grecia: olio come grasso, ortaggi e frutta, legumi al posto delle proteine animali, con rari inserimenti nei giorni di festa di carne. In più pochissimi zuccheri.
Secondo recenti studi pubblicati sul British Medical Journal analizzati dal team di Francesco Sofi, nutrizionista dell’Università di Firenze, la dieta mediterranea riduce del 13% l’incidenza del Parkinson e dell’Alzheimer, del 9% quella per problemi cardiovascolari e del 6% quella del cancro.
«Il merito di questo riconoscimento – afferma il Presidente del Parco nazionale del Cilento Amilcare Troiano – è frutto di un lavoro che parte da lontano. Infatti il 13 marzo 2010 firmammo, insieme al compianto sindaco del Comune di Pollica, Angelo Vassallo, e al Capo di gabinetto del ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Giuseppe Ambrosio, in Marocco la «Dichiarazione di Chefchaouen» a sostegno della candidatura della dieta mediterranea da parte delle quattro comunità emblematiche Cilento (Italia), Koron (Grecia), Sorìa (Spagna) e Chefchaouen (Marocco)».
La dieta mediterranea sarà il terzo elemento immateriale italiano a entrare nella lista, dopo l’opera dei pupi siciliani e il canto a tenore sardo. Fra gli altri elementi immateriali protetti come patrimonio unico al mondo, 166 in tutto fino ad oggi, la calligrafia cinese e il tango argentino.

martedì 23 novembre 2010

Riso patate e cozze

Pubblicato da Masseria Cappuccini

Riso, patate e cozze: la Tiella e il profumo della Puglia
Le vacanze sono belle e bello è anche il rientro a casa: gli spazi più comodi, le vecchie abitudini, la ritrovata attrezzatura di cucina...;-)
Venendo in puglia e assaggiando i sapori della Puglia, e le dritte dei nosti cuochi del salento consigliamo un piatto di eccelllenza da gustare per chi viene e mangia i piatti tipici della puglia.

Riso, patate e cozze alias Tiella
Ingredienti:


1 kg di cozze, 300 gr di riso arborio, 500 gr di patata sieglinda oppure a pasta gialla e soda, un paio di zucchine (facoltative) 1 grossa cipolla di Acquaviva oppure due gialle, 4 spicchi d'aglio, un po' di prezzemolo, un po' di pecorino grattugiato, pepe nero macinato al momento, olio evo, vino bianco secco, sale (da usare con parsimonia in quanto le cozze sono già sapide). Ci andrebbe anche qualche datterino tagliato a tocchetti ma io non l'ho messo (non ne avevo più!)

Procedimento

Pulire le cozze esternamente, togliere le barbe, scaldare dell'olio evo in una padella con un paio di spicchi d'aglio e gettare le cozze a fuoco vivace per qualche minuto, aggiungere un po' di vino bianco, abbassare il fuoco e continuare la cottura per ancora qualche minuto. Coprire e mettere da parte.

Pelare le patate e tagliarle a fette, mondare le zucchine e le cipolle e tagliarle sottilmente, grattugiare il pecorino e procedere come segue: in un tegame versre un po' di olio evo e poi di seguito la cipolla, l’aglio rimasto e tritato, un po' prezzemolo tritato, le patate e condire con il pecorino, un po' di olio e qualche pomodorino.

Coprire le patate con uno strato di cozze sgusciate, coprire quindi le cozze con il riso crudo e condire quest’ultimo con olio evo ed il pecorino grattugiato.

Coprire con le patate rimaste, il pecorino rimasto ed un po' di pepe nero macinato al momento, aggiungere acqua bollente ed il fondo di cottura delle cozze fino a ricoprire il tutto. Regolare di sale e far cuocere per poco più di 1 ora a 160°.

mercoledì 17 novembre 2010

DEGUSTAZIONI ED ITINERARI ENOGASTRONOMICI OSTUNI

Pubblicato da Masseria Cappuccini

Girogola: quando il gusto è itinerante... Giovedì 18 novembre 2010 il primo appuntamento del tour enogastronomico nei locali del centro storico di Ostuni tra musica, arte, vino e buona tavola.
Il percorso tra musica, arte, vino e buona tavola prende il via il prossimo giovedì 18 novembre (ore 20.30) e si snoderà in sei locali del borgo antico che offriranno con un unico buono consumazione di 15 euro la possibilità di degustare le produttività locali offerte dalle aziende aderenti. Ogni ristorante e winebar sarà allietato da musiche dal vivo tratte dalle nostre tradizioni popolari.


Questo giovedì XXL Pub ospiterà i formaggi e latticini di Masseria Aia Antica di Ostuni (Br); nella Trattoria Casa San Giacomo ci saranno i sottoli e sottaceti dell' Azienda Pugliese di Montalbano di Fasano (Br); presso la stuzzicheria Sapere & Sapori si potranno degustare i salumi tipici di Martina Franca (TA) della Macelleria Cervellera; nella Osteria Monacelle saranno preparati assaggini a base di pasta fresca

del Pastificio Cardone di Fasano (Br); all'interno della Enoteca Divino saranno riproposti altri formaggi come fine pasto della Masseria Aia Antica; ultima tappa, Olive Wood Cafè che offrirà i dolci del Vecchio Forno a Pietra di S. & D. Puglia Sas di Ostuni (BR) e le grappe del Salento dell' Azienda Tenuta Verola dal Comm. Spedicato Salvatore & Figli Srl di Carmiano (LE).

La serata sarà dedicata ai vini dell'azienda Opera dei piaceri di Bagnulo Angelo di Ostuni (BR).

I partecipanti potranno richiedere il bicchiere con cui effettuare la degustazione presso ogni ristorante o winebar.

Inoltre, in tutti i locali saranno offerti prodotti di panetteria dal 'Vecchio Forno a Pietra di S. & D. Puglia Sas" di Ostuni (Br) e gli oli dall'oleificio Cooperativo Coltivatori Diretti Produttori di Ostuni.

"Il percorso a tappe sarà un'ottima occasione per far conoscere le nostre produttività locali - commentano i ristoratori del circuito - un modo per offrire ogni giovedì l'occasione per svelare e rendersi partecipi di antiche prelibatezze e nuove combinazioni di sapori ostunesi e regionali".

Girogola è ogni giovedì a partire dal prossimo 18 novembre fino al 16 dicembre 2010. Info e prenotazioni 328/6670695; 335/6445953.